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La crostata al cioccolato di Jamie Oliver

Incrostate su 30 settembre 2009 a 15:16

Attenzione: la sola visione delle seguenti (terribili) fotografie vi farà guadagnare 5 kg. Ogni singolo pixel contiene almeno 1200 calorie.

Detto questo….che torta goduriosa!!!!

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Ho ritrovato il foglietto con gli ingredienti di questa crostata e all’inizio pensavo fosse di Nigella data la quantità di ingredienti grassi e goduriosi ma…è di Jamie!! E allora come non provarla?

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Per la shortpastry (la pasta frolla inglese)

Nel robot da cucina (o in una ciotola) versate 250 gr di farina, un pizzico di sale, 160 gr di burro a temperatura ambiente, 40 gr di zucchero, 2 tuorli e 30 ml di acqua freddissima. Impastate il tutto, avvolgete la pasta nella pellicola e fate solidificare per bene per mezz’oretta in frigo. Poi stendete la pasta, rivestite uno stampo per crostata e bucherellate il fondo.

Per il ripieno

In una ciotola sciogliete a bagnomaria 140 gr di burro leggermente salato, 150 gr di cioccolato fondente al 70-75% cacao e 8 cucchiai di cacao amaro. Io ho messo tutto in una ciotola di vetro e ho sciolto al microonde…

Quando tutto sarà liquido e ben amalgamato unite 200 gr di zucchero integrale di canna (lui lo usava semolato, ma io preferisco…), 3 cucchiai di panna acida e 3 cucchiai di melassa (io ho usato il golden syrup). Unite infine 4 uova sempre mescolando bene. Assicuratevi che tutto sia ben amalgamato e versate la crema nel guscio di shortpastry.

Cuocete sul ripiano più basso del forno (così anche la parte sotto della frolla sarà ben dorata) a 150° per 45 minuti. Se ci riuscite lasciate raffreddare prima di degustare!!

So a cosa state pensando…è un dolce inglese…cioccolato, zucchero, melassa…è troppo dolce? Stranamente no! Ovvio il cioccolato dev’essere molto fondente e il cacao amaro sennà rischiate il coma diabetico! Però con questi ingredienti devo dire che il dolce si attenua…è dolce ma il giusto, non è per niente stucchevole. Seconda possibile domanda: è pesante? Sì!! Nel senso…è buonissima ma una fettina basta e avanza!! Comunque…tutti quelli che l’hanno assaggiata hanno detto “mamma mia, ma quante calorie ha??” ma alla fine chissa com’è la torta è stata spazzolata via…misteri!! Forse che nella mia famiglia le diete si ripudiano e i dolci come questi certo non ce li facciamo scappare? Le calorie inizieremo a contarle da…lunedì! ;)

Fatemi sapere se cedete anche voi alla tentazione!! :D

Raccolta : Le ricette con la feta

Inraccolte su 29 settembre 2009 a 11:45

Carissime/i,

dato che sono qui bella immobile a letto e che probabilemente nei prossimi giorni più che brodini non mangerò mi pare il momento ideale per lanciare una bella raccolta, no? Almeno questo post rimarrà un pò e tutti avrete la possibilità di vederlo!

La mia idea per questa raccolta nasce dallo smisurato amore per questo formaggio greco che compro sempre in quantità industriale ma poi? Bhè, dopo un pò le idee su come utilizzarlo si esauriscono e qui entrate in gioco voi!! Che ne dite, vi va di partecipare a una bella raccolta dal profumo di Grecia?

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Regolamento:

  1. Ideate la vostra ricetta contenente la feta (vanno bene anche ricette già pubblicate sul vostro blog) entro il 31 Ottobre 2009.
  2. Mandatemi il link al vostro post come commento a questo mio
  3. Linkate questa pagina, pubblicando anche la foto della raccolta sul vostro blog
  4. Se non avete un blog ma volete partecipare inviatemi la vostra ricetta, con foto, all’indirizzo email lauranomeiru@gmail.com
  5. Vanno bene tutti i tipi di ricette, dall’antipasto al dolce (vabbè, il dolce magari è un pò dura eh eh eh) quindi sbizzaritevi e liberate la vostra fantasia!!

Tutte le ricette verranno poi raccolte in un pdf scaricabile…mi raccomando…partecipate numerosi!!!

Assenza giustificata

Inlife su 29 settembre 2009 a 10:58

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Che dire? Ce l’ho fatta anche quest’anno ad ammalarmi per bene! Ci vediamo appena avrò la forza per fare qualcos’altro oltre a soffiarmi il naso e fare il mimo col fidanzato perchè il mal di gola non mi permette di esprimermi molto…

Che brutta roba ammalarsi!!!

A presto spero!!

Brunch @ Karakorum (Milano)

Inrecensioni ristoranti su 26 settembre 2009 a 13:44

Il brunch è ormai un rito, una tradizione consolidata. Purtroppo non posso andare a farlo tutte le domeniche ma devo dire che quando capita sono molto felice. Per parecchio tempo siamo andati alla California Bakery (li sì, a volte anche tutte le domeniche, i sabati e anche per qualche merenda in settimana…anzi io ci voglio andare pure adesso!! L’adoro…), poi abbiamo scoperto il San Vittore, poi il Blues Canal ed infine siamo approdati al brunch etnico…e che brunch!! Per gli amanti del sushi è il paradiso in terra!!

Costo: sulle 20 euro bevande incluse MA prenotando in anticipo scende a 16 euro!!

Modalità: vi si chiede se volete le uova e come le volete (consiglio: skippatele e buttatevi sul buffet!!). Il buffet poi è composto da sushi, sashimi, maki, udon, noodles, riso, spiedini di gamberi, spiedini di montone, carne, verdure…scarsino il reparto dolci, solo 1 torta e della frutta ma comunque si arriva al dolce pienissimi!!

Bevande: spumante, tè caldo, Nescafè, acqua, spremuta d’arancia. Per le bibite gasate nessuno ha chiesto quindi non so…

Che dirvi? Non sono giapponesi veri ma il sushi è di ottima qualità, la specialità della casa è il montone essendo un ristorante principalmente mongolo ma anche il resto non è affatto male. I camerieri sono stati gentilissimi e di certo noi ci torneremo!! Che ne dite compagnucce foodblogger milanesi-esperte conoscitrici di sigle?? (Fiordivanilla-Manuela, Pupina- Sarah, Alessandra) :D (ps: Alessandra ancora non ci ha dato prova della sua conoscenza di cartoni animati ma secondo me ne sa, ah se ne sa!! :P Vero Ale??)

Ora vi lascio con qualche immagine…che vale sempre più di mille parole! (thanks to Marilena)

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Karakorum

Via Tadino 4

20124 Milano

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Biscotti all’avena, limone e uvetta

Inbiscotti su 24 settembre 2009 a 15:17

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No, no…non ho creato dei biscotti mostruosi di 10 kg l’uno! La foto è dell’ultimo biscotto solitario rimasto sul fondo del contenitore e ho dovuto immortalarlo prima della sua tragica (o gloriosa?) fine!

Ma ancora biscotti?? Eh sì, lo so, sembra che io mi nutra a dolci! Il che (fra l’altro) non è del tutto falso ma…che ci volete fare? Ho trovato in dispensa l’ultima solitaria bustina di porrige oat così…(ovviamente facilmente sostituibile con la semplicissima farina d’avena che io personalmente trovo al Naturasì, poi magari c’è anche nei supermercati normali non so!) By the way…come forse vi ricorderete avevo già proposto una ricetta di biscotti all’avena e uvetta, ma questa è molto differente! Se volete il gusto dell’avena vi consiglio gli altri…questi in effetti ne contengono molta meno e il limone si sente abbastanza!

In una terrina mettete a bagno 180 gr di uvetta col succo di un limone. Lavorate 125 gr di burro con 100 gr di zucchero (io ci ho messo quello semolato stavolta perchè volevo che mantenessero un colore più chiaro). Aggiungete la scorza del limone e 1 uovo senza mescolare troppo. Unite a questo punto 225 gr di farina, 7 gr di cremor tartaro (o 1 cucchiaino di lievito), 20 gr di farina d’avena (o fiocchi d’avena), un pizzico di sale, l’uvetta e 1 cucchiaio di succo di limone. Prendete la pasta con le mani e fate delle palline grosse più o meno uguali, schiacciatele con una forchetta e cuocete a 190° per 10-15 minuti, finchè i biscotti saranno dorati sui bordi. Fateli raffreddare completamente prima di spostarli dalla teglia.

Che dite? Questi sono un pò più normali di quelli di ieri eh? Sì sì…direi di sì :) Poi se siete particolarmente golosi e non avete bambini in giro per casa potete fare come me e ammorbidire l’uvetta nel limoncello ;)

Bene…vi lascio…oggi sto tentando di iniziare il mio “progetto segreto”…ve ne parlerò quando sarà un pò più concreto, ma voi per scaramanzia cominciate già a fare il tifo per me! ;D

Biscotti speziati al chai

Inbiscotti su 23 settembre 2009 a 11:41

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Eccomi tornata! Mi sembra un secolo che non passo da qui invece è più o meno una settimana…mamma mia settimana scorsa mi è perso il tarlo del dolce far niente…Ma ora eccomi di nuovo al mio blog e presto anche ai vostri!!

Il chai è un tè tipicamente indiano, molto speziato e dolce…non lo bevo spesso ma dato che settimana scorsa mi aveva illuso che l’autunno fosse arrivato insieme alle mie copertine da divano ho tirato fuori anche le spezie del chai. Così ho detto…perchè non provare a farci dei biscotti? Ed ecco qui il risultato:

* Potete comprare le spezie per chai online nel negozio inglese dove mi rifornisco io (vedere pagina dei link) oppure in un barattolo mettete in egual misura zenzero macinato, pepe nero in grano, cardamomo e chiodi di garofano. All’occorenza mettete la quantità deisderata in un mortaio e pestate un pò per macinare il cardamomo e il pepe che così macinati freschi avranno un sapore migliore…

Lavorate 125 gr di burro con 100 gr di zucchero integrale di canna finche sarà ben cremoso. Unite 1 cucchiaio di latte, un cucchiaio di spezie per il chai e 1 uovo intero. Amalgamate bene e infine unite 300 gr di farina  e 9 gr di cremor tartaro (o 1 cucchiaino di lievito) fino a formare una pasta che metterete in frigo a riposare per mezz’oretta. Tagliate i biscotti nella forma desiderata e cuoceteli per 10/12 minuti in forno già caldo a 180°…sentirete che profumo invaderà la vostra casa!!

Certo, non sono biscotti da colazione e di certo non sono biscotti che possono piacere ai bambini o a chi ama solo i dolci molto dolci. Sono biscotti molto particolari, in cui le spezie la fanno da padrone…Io suggerisco di mangiarli con una buona cioccolata calda o di servirli con la mousse al cioccolato…un tocco in più! Ottimi anche con un tè inglese molto zuccherato e addizionato col latte…

Bhè, che dire…un ritorno con una ricetta un pò diversa dal solito…ma ogni tanto sperimentare non fa male!! Poi, sono sincera, non sono biscotti che farei ogni settimana….magari ogni tanto da servire appunto con una mousse ma poi per la colazione e la merenda son sempre meglio i sapori dolci e confortanti del cioccolato, della vaniglia e della marmellata! :)

A presto!

L’ultimo chef cinese di Nicole Mones

Inlibri che mi sono piaciuti, romanzi su 13 settembre 2009 a 18:24

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Disponibile su Ibs

Per trovare/provare alcune delle ricette del libro o per una lista dei migliori ristoranti in Cina, ecco il sito dell’autrice (in inglese)

Quando ho iniziato a leggere questo libro ero un pò perplessa. Mi son detta: ecco il classico romanzo rosa con storia d’amore tipo Harmony e poca sostanza. E invece…invece sono rimasta piacevolmente colpita! Maggie è una giornalista americana che si occupa di cibo rimasta vedova. Dopo un anno dalla morte del marito scopre che lui potrebbe avere una figlia in Cina e parte per cercare di ottenere il permesso di effettuare il test del dna e scoprire la verità. Nel frattempo però accetta anche di intervistare Sam (diciamocelo, liberamente ispirato a Bobby Chinn), un cuoco cino-americano discendende da una famosa dinastia di cuochi e… eh bhè, mica vi posso dire tutto no?

Il ritratto della cucina cinese è appassionato, il cibo si mischia alla storia, alla cultura, alle relazioni famigliari e ogni piatto sembra uscire dal libro coi suoi aromi e le sue consistenze. Le foodblogger lo ameranno, ma anche gli altri secondo me potrebbero appassionarsi alla descrizione della vita in cucina e di quei piatti, così diversi dalla cucina cinese esportata in occidente…

Ecco l’incipit del libro:

” Gli allievi mi chiedono: come si raggiungono le vette dell’arte culinaria? Con gli ingredienti più freschi, i sapori più ricchi? Con i piatti rustici o quelli raffinati? Con niente del genere. La vetta non si raggiunge mangiando, nè cucinando, ma solo offrendo e condividendo il cibo. Le pietanze migliori non dovrebbero mai essere consumate in solitudine. Che piacere può provare un uomo nel cucinare, se poi non invita i suoi amici più cari, e non conta i giorni che mancano al banchetto, e non compone una poesia che accompagni la lettera d’invito?”

Fantastico anche il ritratto della Cina, sia moderna che antica, delle sue abitudini e del suo rapporto con il cibo. E per quanto riguarda la storia d’amore? Bhè, quella è un pò scontata fin dall’inizio, ma neanche troppo…pericolo Harmony scongiurato! ;)

Voto: 7

Ciao Mike!

InUncategorized su 8 settembre 2009 a 15:22

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Sembra strano, non era un parente o un amico ma…ma sono cresciuta guardandolo in tv e sono sicura che mi mancherà! Ciao Mike!

Mousse al mascarpone, caffè e cioccolato di Gordon Ramsay

Indolci al cucchiaio, senza uova su 5 settembre 2009 a 22:33

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Dopo la mousse espressa di Nigella, che ha spopolato nella blogsfera, è tempo di passare alla versione di Gordon Ramsay. Io l’ho trovata per caso su questo blog in inglese e come potevo non innamorarmene e farla subito?? C’è da dire che ero un pò preoccupata perchè la mousse di Nigella era buona ma davvero molto dolce, invece questa è perfetta come dolcezza e semplicemente favolosa come gusto!!! Provare per credere!! Ed è totalmente senza uova!!

Ecco, ora c’è da confessare una cosa…io ho cambiato qualcosina nella ricetta perchè mi sono svegliata tardi e non avevo voglia di aspettare che il caffè si raffreddasse ecc ecc…quindi questa è la mia versione della ricetta. Vi riporto le dosi originali e fra parentesi le mie modifiche. Se la mia è venuta super buona, non oso immaginare la versione originale!!!

  • 100 gr di cioccolato fondente almeno 60-65% cacao
  • 125 gr di mascarpone (io 250 gr)
  • 2 cucchiai di zucchero a velo ( io 3 cucchiai di zucchero semolato, avevo finito quello a velo!)
  • 4 cucchiai di espresso freddo (io 2 cucchiaini di caffè solubile sciolto in 2 dita di latte)
  • 150 gr di “double cream” (io 200 ml)

Cos’è la double cream? La double cream è una panna inglese molto molto grassa introvabile in Italia. La cosa che più le si avvicina qui può essere la panna da montare della Meggle, che però io trovo solo all’Auchan di Rescaldina. Fortunatamente è a lunga conservazione così posso fare scorta…

Sciogliete il cioccolato a bagnomaria o al microonde e mettete da parte. In una ciotola mischiate con una frusta il mascarpone con lo zucchero, unite il caffè ed infine il cioccolato che ormai si sarà un pò raffreddato. In un’altra ciotola montate la panna (io a mano perchè quella panna con le fruste elettriche proprio non si monta!) e incorporatela al mascarpone mescolando dal basso verso l’alto. Versate in 4 tazze da tea e mettete in frigo per almeno 4 ore. Potete servire ricoprendo con altra panna, cioccolato e polvere di amaretti ma io l’ho trovata perfetta con una cialda da gelato!!

Comunque sia, sia con le mie dosi che con quelle originali fidatevi e provatela…non la lascerete più!!!

Un lavoro sporco di Christopher Moore

Inlibri senza infamia e senza lode, romanzi di fantasia su 5 settembre 2009 a 15:41

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Disponibile su Ibs

Charlie Asher è il tipico “maschio beta”, un pò sfigato, non certo attraente ma la sua vita sembra andare abbastanza bene : una moglie, una figlia in arrivo e un negozio di oggetti usati. Purtroppo però la moglie muore poco dopo aver dato alla luce la piccola Sophie e Charlie viene reclutato come “Mercante di morte”. Il suo compito è quello di recuperare le anime dei morenti e custodirle nel suo negozio finchè saranno pronte per essere acquistate dal loro prossimo proprietario, fino a quel punto apparentemente privo di anima. Una sorta di reincarnazione ai tempi del consumismo.  A contrastarlo si leveranno le forze delle tenebre che minacceranno San Francisco e il mondo intero…Sullo sfondo troviamo cani infernali, signore russe e cinesi dalle abitudini discutibili, sorelle lesbiche, una commessa dark, un mercante di morte altro 2 metri di nome Menta Fresca e una bambina che di sicuro non si può definire innocente.

Che dire? Una lettura scorrevole ma nonostante le promesse delle recensioni stampate sul retro della copertina non è esattamente un racconto horror e neppure un racconto comico. Io, almeno, non ho trovato una sola battuta divertente in tutto il libro nonostante gli evidenti sforzi dello scrittore. Ho anche trovato la sorella, Jane, un pò irritante…Lo consiglierei? Se non si trova niente di meglio di sicuro. Ma se si cerca un libro davvero macabro che faccia anche ridere allora è meglio “La vera fabbrica dei corpi” di Bill Bass che insegna anche qualcosa di vero!

Probabilmente data la mia allergia ai libri fantasy l’ho trovato eccessivamente (per l’appunto) fantasioso. Sì, perchè va bene la storia di degli aiutanti della morte e i cani venuti dall’inferno, va bene la mitologia celtica con le Morrigan che vogliono prendere il dominio del mondo ma arrivare verso il finale con una sorta di monaca buddista che vede le anime negli oggetti e decide di “salvarle” trapiantandole in corpi di animali morti vestiti da ballerina o da damina del 700 mi pare eccessivo…

Comunque sia un libro da 6 e non di più.

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