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Mousse al mascarpone, caffè e cioccolato di Gordon Ramsay

Indolci al cucchiaio, senza uova su 5 settembre 2009 a 22:33

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Dopo la mousse espressa di Nigella, che ha spopolato nella blogsfera, è tempo di passare alla versione di Gordon Ramsay. Io l’ho trovata per caso su questo blog in inglese e come potevo non innamorarmene e farla subito?? C’è da dire che ero un pò preoccupata perchè la mousse di Nigella era buona ma davvero molto dolce, invece questa è perfetta come dolcezza e semplicemente favolosa come gusto!!! Provare per credere!! Ed è totalmente senza uova!!

Ecco, ora c’è da confessare una cosa…io ho cambiato qualcosina nella ricetta perchè mi sono svegliata tardi e non avevo voglia di aspettare che il caffè si raffreddasse ecc ecc…quindi questa è la mia versione della ricetta. Vi riporto le dosi originali e fra parentesi le mie modifiche. Se la mia è venuta super buona, non oso immaginare la versione originale!!!

  • 100 gr di cioccolato fondente almeno 60-65% cacao
  • 125 gr di mascarpone (io 250 gr)
  • 2 cucchiai di zucchero a velo ( io 3 cucchiai di zucchero semolato, avevo finito quello a velo!)
  • 4 cucchiai di espresso freddo (io 2 cucchiaini di caffè solubile sciolto in 2 dita di latte)
  • 150 gr di “double cream” (io 200 ml)

Cos’è la double cream? La double cream è una panna inglese molto molto grassa introvabile in Italia. La cosa che più le si avvicina qui può essere la panna da montare della Meggle, che però io trovo solo all’Auchan di Rescaldina. Fortunatamente è a lunga conservazione così posso fare scorta…

Sciogliete il cioccolato a bagnomaria o al microonde e mettete da parte. In una ciotola mischiate con una frusta il mascarpone con lo zucchero, unite il caffè ed infine il cioccolato che ormai si sarà un pò raffreddato. In un’altra ciotola montate la panna (io a mano perchè quella panna con le fruste elettriche proprio non si monta!) e incorporatela al mascarpone mescolando dal basso verso l’alto. Versate in 4 tazze da tea e mettete in frigo per almeno 4 ore. Potete servire ricoprendo con altra panna, cioccolato e polvere di amaretti ma io l’ho trovata perfetta con una cialda da gelato!!

Comunque sia, sia con le mie dosi che con quelle originali fidatevi e provatela…non la lascerete più!!!

Un lavoro sporco di Christopher Moore

Inlibri senza infamia e senza lode, romanzi di fantasia su 5 settembre 2009 a 15:41

UnLavoroSporco

Disponibile su Ibs

Charlie Asher è il tipico “maschio beta”, un pò sfigato, non certo attraente ma la sua vita sembra andare abbastanza bene : una moglie, una figlia in arrivo e un negozio di oggetti usati. Purtroppo però la moglie muore poco dopo aver dato alla luce la piccola Sophie e Charlie viene reclutato come “Mercante di morte”. Il suo compito è quello di recuperare le anime dei morenti e custodirle nel suo negozio finchè saranno pronte per essere acquistate dal loro prossimo proprietario, fino a quel punto apparentemente privo di anima. Una sorta di reincarnazione ai tempi del consumismo.  A contrastarlo si leveranno le forze delle tenebre che minacceranno San Francisco e il mondo intero…Sullo sfondo troviamo cani infernali, signore russe e cinesi dalle abitudini discutibili, sorelle lesbiche, una commessa dark, un mercante di morte altro 2 metri di nome Menta Fresca e una bambina che di sicuro non si può definire innocente.

Che dire? Una lettura scorrevole ma nonostante le promesse delle recensioni stampate sul retro della copertina non è esattamente un racconto horror e neppure un racconto comico. Io, almeno, non ho trovato una sola battuta divertente in tutto il libro nonostante gli evidenti sforzi dello scrittore. Ho anche trovato la sorella, Jane, un pò irritante…Lo consiglierei? Se non si trova niente di meglio di sicuro. Ma se si cerca un libro davvero macabro che faccia anche ridere allora è meglio “La vera fabbrica dei corpi” di Bill Bass che insegna anche qualcosa di vero!

Probabilmente data la mia allergia ai libri fantasy l’ho trovato eccessivamente (per l’appunto) fantasioso. Sì, perchè va bene la storia di degli aiutanti della morte e i cani venuti dall’inferno, va bene la mitologia celtica con le Morrigan che vogliono prendere il dominio del mondo ma arrivare verso il finale con una sorta di monaca buddista che vede le anime negli oggetti e decide di “salvarle” trapiantandole in corpi di animali morti vestiti da ballerina o da damina del 700 mi pare eccessivo…

Comunque sia un libro da 6 e non di più.

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